Deforestazione selvaggia, 500 aziende controllano il commercio mondiale

 

Il pianeta soffoca a causa della deforestazione. Chi sono i principali responsabili? Ecco la lista

di Massimo Lauria

 

deforestazione multinazionali

 

La deforestazione è un buon affare per pochi, circa 500 tra aziende, banche e governi, che sottraggono materie prime –bene comune– per poi rivenderle al resto del pianeta trasformate in merci. Un volume commerciale stimato in 1700 miliardi di dollari. Tanto deriva dalla gestione delle foreste del pianeta. Secondo l’osservatorio internazionale Forest 500 tutti insieme sono responsabili del 30% delle emissioni globali di CO2. «Ognuna di loro – spiegano gli analisti – potrebbe virtualmente eliminare il disboscamento tropicale, contribuendo a salvare il pianeta».

 

«È difficile immaginare che ci sono solo 500 attori che controllano il commercio mondiale di deforestazione, ma è vero», dicono quelli di Forest 500. E solo 7 su 400 multinazionali hanno dato avvio a blandi programmi di riduzione dello scempio di foreste. Più che altro operazioni di marketing, secondo gli studiosi più radicali. Gli altri, la stragrande maggioranza, continuano indisturbati ad abbattere alberi e gonfiarsi le tasche. In generale, stando al Global Programme Canopy, siamo sotto ogni standard utile a limitare le emissioni di gas serra nell’atmosfera.

 

In ballo c’è la sopravvivenza di interi ecosistemi -già molto compromessi- e di conseguenza anche il mantenimento di condizioni di vita accettabili nel prossimo futuro, un tempo molto più vicino di quanto immaginiamo. Legname, carne, soia, olio di palma, cuoio, carta e cellulosa. Sono solo alcune delle produzioni che ingrassano i conti di multinazionali e banche, restituendo ai nostri polmoni anidride carbonica, scioglimento delle calotte polari, inondazioni e ogni sorta di cataclisma metereologico.

 

Una manciata di aziende e banche (qui la lista), tra cui Danone Group, Nesltè, Ikea Group, Cargil, Agropalma, Kellogg, Johnson&Jhonson, L’Oreal, Adidas, Barilla Holding, H&M, Ferrero, Hsbc Bank (quella dei conti segreti in Svizzera), Banco Santander, Bnp Paribas, Goldman Sachs, Deutsche Bank, Bank of America (per citarne alcune), sono maggiormente responsabili del riscaldamento globale. Nei prossimi anni, dicono gli scienziati, le temperature potrebbero salire da 2°C (nelle previsioni più ottimistiche) fino a 6°C, con conseguenze ancora sconosciute.

 

deforestazione polmoni

 

La deforestazione oggi rappresenta una delle maggiori cause delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Un dato su tutti: il suolo delle foreste del pianeta preserva circa 500 miliardi di tonnellate di carbonio. Gran parte si trova nelle foreste pluviali tropicali. È una quantità enorme, «che supera l’intera massa dei carburanti bruciati in tutto il mondo negli ultimi cento anni», dicono gli analisti di Forest 500. «Indonesia e Brasile contribuiscono al 40% delle emissioni globali di CO2 determinate dalla deforestazione».

 

Peccato però che la popolazione di questi due Paesi contribuisce molto poco a questo scempio, pagando invece la sete di profitti della spicciolata di multinazionali che controllano il commercio mondiale.

 

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