Don’t Be a Sucker: Non essere un babbeo

Do not Be a Sucker è un cortometraggio prodotto dal Department of War degli Stati Uniti, pubblicato nel 1947, adattato da una precedente versione più lunga del 1943.
Questo film racchiude temi antirazzisti e antifascisti ed è stato creato per educare i telespettatori sul pregiudizio e la discriminazione ed è stato realizzato anche per denunciare la desegregazione delle forze armate degli Stati Uniti.

Trama

Un americano che ha ascoltato un maresciallo razzista e bigotto, che sta predicando l’incitamento all’odio contro minoranze etniche e religiose e immigrati, viene messo in guardia da un immigrato ungherese naturalizzato, forse un sopravvissuto all’Olocausto o un evaso, che gli spiega come la retorica e la demagogia consentirono ai nazisti di salire al potere nella Germania di Weimar e avverte gli americani di non cadere in una simile demagogia propagata da razzisti e fanatici americani.

Don’t Be a Sucker
(Trad. Non Essere un Babbeo)

by U.S. War Department

Data di pubblicazione: 1947
Durata: 17 minuti
Uso: pubblico dominio
Argomenti pregiudizi, guerra fredda, razzismo
Sponsor: U.S. Dipartimento della Guerra
Cast: Lloyd Nolan, Robert Adler, Richard Alexander

Cortometraggio di propaganda che descrive l’ascesa del nazismo in Germania e come la propaganda politica sia usata allo stesso modo negli Stati Uniti per reclutare simpatizzanti nazisti dalle file dei razzisti americani.
Il messaggio del film è verso gli americani che perderanno il loro paese se lasceranno che il fanatismo e l’odio li trasformino in “schifosi“. “Dimentichiamo ‘noi’ e ‘loro’ – pensiamo a noi!”
Nel contesto dell’emergente guerra fredda, questo film sembra paradossale.

Guarda Don’t Be a Sucker in lingua originale completo

Come nel film del 1945 con Frank Sinatra, The House I Live In (https://www.loc.gov/item/mbrs00009167/), questo film avverte che gli americani perderanno il loro paese se si lasceranno trasformare in “schifosi” dalle forze del fanatismo e dell’odio. Questa tesi è resa più potente dall’esempio sempre presente della Germania nazista, la cui storia è drammatizzata come parte di questo film. C’è molto buon senso in questo film e più di un poco di populismo in tempo di guerra: “Non pensiamo a” noi “e” loro “. Pensiamo a “noi”! “]

È interessante pensare a questo film alla luce della politica anticomunista della Guerra Fredda, che ha davvero preso forma nell’anno in cui è stato realizzato questo film. Erano i politici e i cittadini a fare la caccia alle streghe nel finire degli anni quaranta e nei primi anni dei ’50 a proteggere la gente, o erano essi stessi a fare da “suckers”?

Il video è stato rilanciato nel 2017, ottenendo tantissime visualizzazioni online  in occasione di un raduno di suprematisti bianchi avvenuto in in Virginia.

 

Nell’agosto 2017, la versione breve ha ottenuto un’enorme attenzione grazie alla fiaccolata “Unite the Right” a Charlottesville, in Virginia, organizzata dai membri del gruppo “alt-right” e altri gruppi di odio razziale si sono riuniti all’Università della Virginia con l’hastag #UniteTheRight.

The Unite the Right rally

Il raduno di Unite the Right, noto anche come il rally di Charlottesville, Charlottesville riot, o A12,  è stato un raduno di estrema destra avvenuto a Charlottesville, Virginia, Stati Uniti, dall’11 al 12 agosto 2017.  Il suo obiettivo dichiarato era quello di opporsi alla rimozione di una statua di Robert E. Lee da Emancipation Park.
L’organizzatore Nathan Damigo ha dichiarato che la manifestazione era destinata a unificare il movimento nazionalista bianco negli Stati Uniti.

Tra i manifestanti erano presenti i rappresentarti della supremazia bianca, nazionalisti bianchi, neo-confederati, klansmen, neonazisti e varie milizie. Alcuni dei manifestanti cantavano slogan razzisti e antisemiti, portavano fucili semiautomatici, svastiche, bandiere di battaglia confederate e bandiere anti-musulmane e antisemite.

LINK PER SCARICARE E IL FILM ORIGINALE:
https://archive.org/details/DontBeaS1947

Iggy Poppins

Iggy Poppins è un appassionato in nuovi media e alla tecnologia, con esperienze nella comunicazione del settore web. È  indipendente e non appartiene a nessuna squadra politica.

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