Giornalista d’inchiesta svela importanti retroscena su Autostrade per l’italia

Come mai una società strategica per gli italiani, con un fatturato annuo di oltre 6 miliardi di euro e introiti certi che sono aumentati vertiginosamente negli anni,  sia stata privatizzata e quindi ceduta ad imprenditori privati ?

Bisogna pensare che le privatizzazioni degli anni 80 sono avvenute all’interno del nostro paese e quindi “in casa”, mentre quelle avvenute negli anni 90 si annacquano in Europa. Multinazionali (sopratutto angloamericane e francesi) iniziano a la loro tornata di shopping, con i saldi post svalutazione della lira. Ma attenzione ci sono sempre dei gregari quando il riccone vuole comprare a basso costo; e così anche grandi imprenditori italiani cercano il guadagno dalla vendita a pezzi del nostro patrimonio nazionale. Tra i tanti a far spese ricordiamo il gruppo Benetton che si aggiudica per 470 miliardi GS Autogrill che successivamente rivende ai francesi di Carrefour per 10 volte tanto, affari all’italiana con tanto di notizie ufficiali su come “privato è bello” e “pubblico è inefficiente”.
Ma non basta mai perché non è semplice capire quanto valgono questi beni, che appartengono – o meglio appartenevano – al popolo italiano che tra l’altro l’ha pagati e costruiti con il sudore delle tasse tra le più alte del mondo democratico. Qualcosa di certo non andava bene, è come vendere un auto ad un decimo del suo prezzo ad un gommista perché abbiamo bucato; è chiaro che lui riparerà con poca fatica la gomma è poi la rivederà al nostro vicino a 10 volte quello che l’ha pagata e poi ce l’affitta a peso d’oro…. ecco perché non è facile credere all’efficienza delle privatizzazioni quando esse sono pilotate da una classe politica che non rappresenta il popolo.
Solo per ricordare altre chicche della capacità lungimirante dei politici che ci hanno guidato questo fantastico momento di “saldi italiani”.

Se prendiamo come fonte la pagina Democrazia Vendesi vediamo che la cessione del 58% del Credito Italiano ha prodotto ricavi lordi per 930 milioni di euro, nel 2002 Unicredito Italiano capitalizza 26.593 milioni di euro […] quel 60% dal Banco di Napoli che lo Stato vende alla BNL per appena 32 milioni di euro è rivenduto dalla stessa a distanza di pochi anni per 1000 milioni di euro. È anche vero che BNL lo ha risanato completamente, ma la differenza tra i due valori è enorme. E ora BNL è  Francese… Secondo voi perché questo risanamento non poteva avvenire per mano dello Stato italiano? Ci raccontano che chi lo dirigeva non era all’altezza di farlo, ma non è così! Sono frottole, ed è sempre la stessa questione: l’ignoranza in cui gli italiani vengono lasciati a fronte di notizie delle principali testate stampa/radio/Tv sono tendenziose per non farci capire nulla di economia e raccontare favole mentre alcuni “imprenditori a braccio di uomini politici” svendono il nostro paese e il nostro futuro per un loro grasso e grosso benessere personale.

Solidarietà alle vittime di Genova. Per il crollo del ponte autostradale.
Solidarietà agli italiani per il crollo annunciato e pianificato del loro paese.

Citiamo un pensiero di Stefano Sylos Labini che ha pubblicato su facebook:

Anche se la rete autostradale fosse stata pubblica non so se lo Stato avrebbe avuto il coraggio e la tempestività di chiudere preventivamente il ponte Morandi, ma quello che è sicuro è che la privatizzazione delle autostrade è stata una decisione demenziale che fu presa nel 1999 da D’Alema insieme a Bersani. Ciò accadde insieme alla scalata di Colaninno alla Telecom che fu uno dei più grossi saccheggi della storia dell’industria italiana. Non a caso Colaninno junior ebbe un ruolo importante nel PD di Bersani. Stramaledico il “centrosinistra”. (Stefano Sylo Labini)

Leggete cosa diceva nel 2014 in Matrix Europea Francesco Amodeo:

Facciamo un passo indietro: e’ il 1992 il Cartello finanziario internazionale mette gli occhi e le mani sul nostro paese con la complicità e la sudditanza di una nuova classe politica imposta dal Cartello stesso. Il loro compito è quello di cedere le banche ed i gioielli di Stato italiani ai potentati finanziari internazionali anche attraverso il filtro di imprenditori nostrani. E’ l’anno della riunione sul Britannia quando il gotha della finanza internazionale attracca a Civitavecchia con uno yacht della Corona inglese. Sono venuti a ridisegnare il capitalismo in italia a danno degli italiani, a fare incetta delle nostre migliori aziende e ad arruolare quelli che saranno i loro fedeli servitori al Governo del paese a cui garantiranno incarichi di prestigio: il maggior beneficiario sarà Mario Draghi ma tra i più servili Prodi, Andreatta, Ciampi, Amato, D’alema. I primi 3 erano già entrati a pieno titolo nel Club Bilderberg, nella Commissione Trilaterale ed in altre organizzazioni del capitalismo speculativo anglo/americano che aveva deciso di attaccare e conquistare il nostro paese con l’appoggio di spietate banche d’affari come la Goldman Sachs che favorirà gli incredibili scatti di carriera dei suoi ex dipendenti: Prodi e Draghi prima e Mario Monti dopo.

Nel giugno del 1992 il panfilo dei reali inglesi, il Britannia, con a bordo il fior fiore della finanza occidentale, ospita una riunione al largo di Civitavecchia. L’allora direttore generale del tesoro, Mario Draghi, illustra a quel consesso il nuovo processo di privatizzazioni che da lì a poco partirà in Italia… bisognava accelerare la vendita di un portafoglio gigantesco, allora racchiuso in IRI, ENI, INA e IMI.

E’ l’anno in cui in soli 7 giorni cambiano il sistema monetario italiano che viene sottratto dal controllo del Governo e messo nelle mani della finanza speculativa. Per farlo vengono privatizzati gli istituti di credito e gli enti pubblici compresi quelli azionisti della Banca D’Italia, è l’anno in cui viene impedito al Ministero del Tesoro di concordare con la Banca d’Italia il tasso ufficiale di sconto (costo del denaro alla sua emissione) che viene quindi ceduto a privati. E’ l’anno della firma del Trattato di Maastricht e l’adesione ai vincoli europei. In pratica è l’anno in cui un manipolo di uomini palesemente al servizio del Cartello finanziario internazionale ha ceduto ogni nostra sovranità.
Bisognava passare alle aziende di Stato, l’attacco speculativo di Soros che aveva deprezzato la lira di quasi il 30% permetteva l’acquisto dei nostri gioielli di Stato a prezzi di saldo e così arrivarono gli avvoltoi.
La maggior parte delle nostre aziende statali strategiche passò in mano straniera o comunque fu privatizzata. Ma la cosa più eclatante fu che l’IRI (istituto di ricostruzione industriale) che nella pancia alla fine degli anni ’80 aveva circa 1000 società, fiore all’occhiello del nostro paese fu smembrata e svenduta con la complicità del suo Presidente storico Romano Prodi (dal 1982 al 1989 e durante un periodo tra il 1993 ed il 1994) che fu premiato dal Cartello che favorì la sua ascesa alla Presidenza del Consiglio in Italia e poi alla Commissione Europea. A sostituirlo come Presidente del Consiglio in Italia e a continuare il suo lavoro di smembramento delle aziende di Stato ci penserà Massimo D’Alema che nel 1999 favorirà la cessione, tra le altre, di Autostrade per l’Italia e Autogrill alla famiglia Benetton, che di fatto hanno, così, assunto il monopolio assoluto nel settore del pedaggio e della ristorazione autostradale. Una operazione che farà perdere allo Stato italiano miliardi di fatturato ogni anno.


Le carte ci dicono che in quegli anni il Presidente dell’IRI era tale Gian Maria Gros-Pietro.
Lo conoscevate ? Io credo di no. Invece il Cartello finanziario speculativo lo conosceva bene e nel 2001 lo convocò alla riunione del Bilderberg in Svezia, indovinate insieme a chi ? Insieme a Mario Draghi e ad un certo Mario Monti entrambi saranno ampiamente ripagati dal Cartello stesso che in futuro riuscì a piazzare Draghi alla Banca d’Italia e poi alla BCE e Mario Monti dalla Goldman Sachs alla Commissione Europea e poi a capo del Governo (non eletto) in Italia.

E che cosa ne è stato di Gian Maria Gros Pietro ? qui viene il bello. Qui arriviamo al tema di questo post.
Gian Maria Gros-Pietro, che già nel fatidico 1992 era Presidente della Commissione per le Strategie industriali nelle privatizzazioni del Ministero dell’Industria, nel 1994 diviene membro della Commissione per le Privatizzazioni istituita indovinate da chi ? da Mario Draghi. Ora capite come lavora il Cartello finanziario speculativo per mettere tentacoli ovunque e per far si che ci sia sempre un proprio esponente nei ruoli chiave. Ma non finisce qui. Come abbiamo visto nel 1997 Gross Pietro è Presidente dell’Iri mentre viene organizzata la cessione a prezzi di saldo di Autostrade per l’italia che avverrà nel 1999 col passaggio al Gruppo Atlantia s.p.a, controllata da Edizione srl, la holding di famiglia dei Benetton.
Gros-Pietro firma la cessione, la famiglia Benetton gli strizza l’occhio.
Cosa voleva dire metaforicamente quella strizzatina d’occhio ?

Ora immaginate l’inimmaginabile.
Cosa accade nel 2002 ? Gian Maria Gros-Pietro, dopo aver gestito la privatizzazione dell’Eni andrà a presiedere per quasi 10 anni indovinate che cosa?… proprio la Atlantia S.p.a, la società alla quale solo tre anni prima, come dipendente pubblico, aveva svenduto la gestione dei servizi autostradali italiani.
Le jeux sont fait.

A questo punto proviamo a leggere i termini del contratto di concessione della rete autostradale. Mi dispiace cari amici. Non si può. Sono stati coperti da segreto di Stato manco si trattasse di una riservatissima operazione militare.
Ma com’è stato svolto in questi anni il servizio di manutenzione ordinaria da parte dei concessionari di Autostrade per l’Italia ?
La macabra risposta è descritta nei tragici eventi di Genova e non solo.
Leggendo quanto emerge dalla relazione annuale (2017) sull’attività del settore autostradale in concessione pubblicata sul sito del Ministero e dei trasporti si evince una crescita esponenziale del fatturato (quasi 7 miliardi) e dei pedaggi. In calo solo gli investimenti (calati addirittura del 20%) e la spesa per manutenzioni in controtendenza rispetto alla logica che dovrebbe prevedere un aumento dei costi della manutenzione contestualmente all’aumento del traffico. Ma la sicurezza degli automobilisti è stata messa in secondo piano rispetto alla massimizzazione dei profitti già di per se abnormi.
E com’è andata invece con gli interventi straordinari ad opera dei Ministeri preposti ?
Non c’erano soldi da destinare ad interventi straordinari seppur richiesti dagli esperti a causa dei vincoli di bilancio da rispettare e imposti dal pareggio di bilancio.
Quali vincoli ? Quelli europei. E da chi sono stati imposti questi vincoli ? dal Trattato di Maastricht del 1992, da quello di Lisbona del 2007 e dal pareggio di bilancio in costituzione del 2011. E chi li ha voluti ? Indovinate ? Nell’ordine Romano Podi, Massimo D’alema, Mario Monti, con l’appoggio esterno di Mario Draghi.Torna la cricca al completo.
Ma non erano quelli che insieme partecipavano alle organizzazioni del Cartello finanziario speculativo che voleva far crollare il nostro paese ?
Esattamente. Il cerchio si chiude.

Parte del testo è tratta dal libro/inchiesta La Matrix Europea di Francesco Amodeo

La Matrix europea è un Libro/inchiesta censurato ed introvabile nelle librerie tradizionali.

Iggy Poppins

Iggy Poppins è un appassionato in nuovi media e alla tecnologia, con esperienze nella comunicazione del settore web. È  indipendente e non appartiene a nessuna squadra politica.

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