In memoria di Carlo Giuliani, contro le provocazioni del Coisp

«Giuliani era un delinquente. Se fosse per me la targa la sradicherei con le mie stesse mani». L’Italia che non è abituata a girarsi dall’altra parte scenderà in piazza a Genova il 20 luglio per indignarsi di fronte alle affermazioni del segretario del sindacato di polizia Coisp. Per i romani che non potranno andare a Genova è stata organizzata una proiezione (con dibattito) di “The Summit” al teatro Porta Portese.

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Difendere la memoria di Carlo Giuliani, difendere la memoria delle vittime del G8 di Genova, difendere la democrazia. L’Italia che non ci sta, che non è abituata a girarsi dall’altra parte di fronte a delle ingiustizie si sta mobilitando per essere presente a Genova il 20 luglio. Uno dei sindacati di polizia vorrebbe far sparire la targa che ricorda l’assassinio di Giuliani. «Una provocazione che non va lasciata impunita», fa sapere l’Arci in un comunicato.

 

«Carlo Giuliani era uno che commetteva dei reati, un delinquente». Sono le parole pronunciate ai microfoni de La Zanzara (Radio24) da Franco Maccari, segretario del sindacato di polizia Coisp, che spiega il divieto della Questura all’annunciato corteo indetto per il 20 luglio a Genova, nel quattordicesimo anniversario della morte di Carlo Giuliani. La provocazione del Coisp, che già nel marzo 2013 organizzò un sit-in sotto l’ufficio di Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi, è stata bocciata per motivi di ordine pubblico. «Evidentemente siamo pericolosissimi. Da tredici anni cerchiamo di manifestare in piazza Alimonda e ci dicono sempre di no. Io da un anno con una petizione popolare ho già raccolto diecimila firme per togliere quella targa in onore di Carlo Giuliani, a Genova. E continuerò a farlo perché quella targa è fuori legge. Se fosse per me, la sradicherei con le mie stesse mani. È una indecenza, non ha nessuna logica».

 

Anche The IndyGraf ha deciso di dare il proprio contributo alla memoria di Giuliani e delle vittime del G8 del 2001. Le persone che hanno pensato The IndyGraf sono le stesse che per tre anni hanno investigato su quei fatti, cercando di dare una risposta a chi chiedeva come fosse stato possibile scatenare tanta violenza su manifestanti inermi; sono le stesse che hanno realizzato il pluripremiato e celebrato film-documentario “The Summit”.

 

Tutti i romani che non avranno la possibilità di andare a Genova il 20 luglio potranno comunque dare la loro testimonianza assistendo alla proiezione di “The Summit” al teatro Porta Portese e partecipando al successivo dibattito. Non avere memoria e non comprendere a fondo gli eventi apre la strada a prese di posizione come quella di Maccari e del Coisp, arrivando anche a giustificarne le ragioni.

 

di Franco Fracassi

Locandina Evento 20 Luglio