Libano, sveglia con esplosioni bolla

Tutti noi abbiamo visto questa esplosione a Beirut.
Devastante.
Pazzesca.
Sembra quasi un ordigno nucleare.
C’è chi sostiene si tratti di un attentato, chi di un incidente occorso a un deposito di munizioni.
A prescindere da come siano andate le cose, la situazione in Libano è letteralmente esplosiva. Anche se ignorata dai media internazionali e italiani. Siamo talmente presi dalle nostre piccole provinciali faccende che non ci siamo accorti che il Medio Oriente è di nuovo una polveriera che ha come epicentro proprio il Libano.
Facciamo chiarezza.
Il Libano è un Paese complesso. L’eredità ottomana e, soprattutto, quella francese, ce l’ha consegnato diviso in 17 confessioni diverse. 17, avete capito bene. Suddivise in tre grandi macro gruppi religiosi: i cristiani, i musulmani sunniti e i musulmani sciiti.
Ciascun macro gruppo religioso ha uno spazio politico preassegnato, che non gli può essere sottratto dal voto elettorale. Ai cristiani va la presidenza della Repubblica. Ai sunniti il ruolo di primo ministro. Agli sciiti quello di presidente del parlamento.
Inoltre, il Paese è governato sempre dalle stesse famiglie da un secolo.
Le guerre mondiali, le guerre civili, l’occupazione israeliana o quella siriana non sono riuscite minimamente a cambiare lo status quo nemmeno di una virgola. Seppur sempre in movimento e in ebollizione, questo piccolo Stato mediorientale è sempre uguale a se stesso.
Forse perché il Libano ha una funzione fondamentale nello scacchiere geopolitico: funge da banca di tutto il Medio Oriente, dai Paesi del Golfo sunniti all’Iran e agli altri Paesi sciiti, da Israele alla Turchia e all’Egitto.
Il Libano è una sorta di compensatore delle finanze mediorientali.
Ma il Libano è anche il luogo nel quale molto spesso si combattono i conflitti mediorientali.
Avete presente gli orazi e i curiazi, oppure la disfida di Barletta? In entrambi i casi si evitò una guerra con un conseguente enorme spargimento di sangue facendo sfidare tra loro un ristretto numero di persone. Chi avesse vinto quel duello avrebbe vinto la guerra.
Bene, il Libano spesso ricopre la funzione degli orazi e dei curiazi. Perché combattersi tra Israele e Iran, provocando forse un conflitto mondiale? Perché aprire un conflitto aperto tra il mondo sunnita fondamentalista del Golfo e quello sciita? Perché imbarcare Israele in una nuova guerra? E così via. Tanto c’è sempre il Libano, no?
Al mondo dei libanesi non frega nulla e le banche di quel Paese continuano a operare nonostante le pallottole e le bombe.
E così, l’ennesimo giro di giostra di violenza in Libano è iniziato circa un anno fa. Ne avete sentito parlare? No? Appunto.
I conflitti in Iraq e in Siria languono. Quindi, urgeva valvola di sfogo per il permanente conflitto mediorientale che nessuno al mondo vuole che si risolva. Avete capito bene. Non è un problema di potere ma di volere. Non c’è la volontà da parte di nessuno di risolvere la questione mediorientale. Fa troppo comodo a tutti lo stato di conflitto permanente. Fa comodo a Israele, all’Egitto, all’Arabia Saudita e agli altri Paesi del Golfo. Fa comodo all’Iran e alla Turchia. Fa comodo alla Russia, all’Europa e agli Stati Uniti. Gli unici che forse finora non hanno interessi se non marginali nell’area sono i cinesi.
E così la Turchia, che ha grandi problemi economici, da mesi scatena le milizie fondamentaliste sunnite che di fatto controlla (tipo Al Qaida e Isis, tanto per capirci) per cercare di destabilizzare il Paese.
Israele, che ha enormi problemi interni di crisi economica, di Covid e di crisi politica (il primo ministro Netanyahu sotto processo) ha bisogno di distrarre la sua opinione pubblica e fomenta a Beirut manifestazioni da mesi.
L’Iran, che ha altrettanti problemi, sta lavorando per creare una enorme confederazione sciita che abbracci, oltre che se stesso, l’Azerbaigian, l’Iraq, la Siria e il Libano.
L’Arabia Saudita, che ha sempre gli stessi problemi, vuole impedire all’Iran di riuscire nel suo intento.
La Russia vuole egemonizzare l’area e non disdegna disordini in Libano.
Gli Stati Uniti non ci stanno capendo niente da tempo e seguono come buoni cagnolini quel che dice Israele.
L’Europa non è pervenuta.
Qualunque siano le ragioni dell’esplosione, accidentale o dolosa, in tanti hanno brindato in Libano e in giro per il mondo. Perché se accade qualcosa di brutto, a maggior ragione se clamoroso, nel Paese mediorientale tutti i soggetti che vi ho elencato ne godono i cinici benefici.
Tanto le banche continueranno a operare come sempre, dell’esplosione tra qualche giorno non ci sarà più traccia sui media mondiali e dei libanesi… A qualcuno frega qualcosa dei libanesi?


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