Lolita romana, la brutale morte di Annarella Bracci un cold case anni 50

Roma anni Cinquanta, il quartiere Primavalle diventa noto alla cronaca nera per la brutale morte di Annarella Bracci.

Janet Malcolm ha affermato: La vita, ovviamente, non attira mai l’assoluta attenzione di chiunque. La morte resta sempre interessante. Ci tira, ci trascina. E quando si tratta di una bambina ritrovata in un pozzo con il cranio fracassato? Cosa di tanta brutalità ci attira? La curiosità quasi morbosa degli individui che, dinanzi ad atti di estrema ferocia, non è poi così inusuale e inspiegabile, in una sorta di fascino e repulsione ci sentiamo calamitati verso le notizie di cronaca nera, quelle più cruente, e ognuno di noi prova a identificarsi nell’attore di turno, sia esso l’investigatore, il giudice, il cattivo, la vittima… E così, probabilmente, è anche stato per la morte di Anna Bracci, chiamata da chi la conosceva, Annarella.

Il delitto avvenne nel quartiere di Primavalle a Roma, un cold case italiano dalla forte eco mediatica. La giovane vittima era figlia di Marta Fiocchi e Riziero Bracci; la vita dell’adolescente venne segnata prima dalla separazione dei genitori, e poi dalla prostituzione della madre, costretta a diventare meretrice per mantenere la famiglia, composta da Annarella e dal fratello Mariano, quest’ultimo con una disabilità riportata a seguito di un incidente stradale. Anna Bracci scomparve il 18 febbraio del 1950, uscì da casa per sbrigare alcune commissioni e non vi fece più ritorno. Le ricerche della ragazzina iniziarono diversi giorni dopo, il 23 febbraio.

Come mai la madre non denunciò subito la scomparsa della figlia? Marta Fiocchi non era minimamente preoccupata per il perdurare dell’assenza della sua creatura? A dare delle dritte utili alle ricerche fu il nonno paterno, il quale raccontò agli investigatori di aver fatto un sogno premonitore: la nipote giaceva in un pozzo. I poliziotti iniziarono a ispezionare tutti i pozzi presenti nelle aree limitrofe fino a quando in uno di essi, situato nella contrada “la nebbia” ritrovarono il corpo senza vita di Anna. Era il 3 marzo 1950.

L’esame autoptico rivelò che la vittima aveva subito un tentativo di violenza sessuale a cui però aveva opposto resistenza, e verosimilmente il suo carnefice reagì fracassandole il cranio, e gettandola poi, ancora viva, nel pozzo. Le indagini portarono a un uomo, un certo Lionello Egidi, già noto alle forze dell’ordine con l’accusa di molestie nei confronti di alcune giovani donne. Una sorta di capro espiatorio, un colpevole ad ogni costo, ma in seguito Egidi venne prosciolto per insufficienza di prove. Gli inquirenti indagarono nell’ambito della cerchia famigliare ma le indagini non portarono a nulla di nuovo.
Sono passati ben 71 anni da quella tragica scomparsa eppure gli interrogativi rimangono: il ritardo nel denunciare la scomparsa, stando alle cronache del tempo, i rapporti intrafamigliari non erano idilliaci, rapporti turbolenti tra Anna e sua madre, per non parlare dei comportamenti violenti del fratello.

Il nonno paterno ha dato una svolta significativa al ritrovamento della nipote attraverso una premonizione, è plausibile? Un abile sensitivo, oppure sapeva più di quanto avesse dichiarato agli investigatori?
Annarella era una tredicenne con un vissuto da adulta, sapeva certamente dov’erano situati i pozzi, giusto per non cadervi dentro insomma, è sufficiente per escludere una caduta accidentale? Rimane il tentato stupro, e il cranio fracassato, un delitto efferato, forse compiuto da qualcuno vicino alla famiglia che voleva chiudere per sempre la bocca ad Annarella per essersi spinto troppo oltre?
Sta di fatto che quello di Anna Bracci è uno dei tanti cold case romani degli anni Cinquanta, l’ennesimo giallo senza colpevole, l’ennesima vittima senza giustizia.

VIDEO STORICO ISTITUTO LUCE:
La settimana Incom 00414 del 10/03/1950 Cronaca nera Delitto a Primavalle: sequenze:panoramica sulle modeste abitazioni del quartiere popolare di Primavalle; ; fotografia di Anna Maria Bracci; ; p.p. delle amiche della ragazza; ; facciata della rivendita di carbone ; ; p.p. del nonno della Bracci; ; pozzo a Torre Vecchia dove è caduta la bambina; ; croce davanti al pozzo; ; carro funebre accompagnato da un lungo corteo si dirige verso la chiesa di san Lorenzo fuori le mura. ;

 


Francesca Moretti

Un pensiero su “Lolita romana, la brutale morte di Annarella Bracci un cold case anni 50

  • Marzo 5, 2021 in 2:06 pm
    Permalink

    A dare delle dritte utili alle ricerche fu il nonno paterno, il quale raccontò agli investigatori di aver fatto un sogno premonitore: la nipote giaceva in un pozzo..Una ricostruzione da brivido!
    La giornalista, Moretti,appassiona e tiene legato il lettore fino alla fine.Ottimo articolo come d’abitudine

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