PACTA SUNT SERVANDA? Le ragioni dei “Sovranisti non integralisti”

PACTA SUNT SERVANDA – Nel caso dei Trattati Internazionali i Patti devono essere onorati se si soddisfano queste condizioni :
1) I Plenipotenziari rappresentanti del Popolo, che hanno sottoscritto i Trattati Internazionali, non devono in seguito essere stati indagati, condannati, sputtanati, cacciati , etc…
2) la ratifica deve essere stata fatta correttamente dal Parlamento
3) le eventuali Riserve del Parlamento devono essere state prese in seria considerazione .
Secondo voi queste condizioni in Italia sono state sempre soddisfatte ?

Non va bene invece che PACTA SUNT SERVANDA di default solo perché … è andata così. Faccio appello all’onestà di molti amici democratici che mi leggono affinchè riflettano sulle ragioni dei “Sovranisti non integralisti” : una categoria di pensatori e attivisti che viene discreditata a torto.

Questo appello, al tempo della sua prima stesura, che risale a qualche anno fa, venne da me inviato ad alcuni deputati del M5S. Nessuno rispose. In quella stagione il dibattito sulla Sovranità non aveva assunto con chiarezza i toni e i contorni contemporanei. Soprattutto non era evidente ai molti che la Costituzione Italiana subordinava la Sovranità ai Trattati Internazionali. Io credo che questo aspetto sia quello sul quale bisogna riflettere, da oggi in poi.

Io credo anche che il concetto astratto di Sovranità, così come venne proposto dai Padri Costituzionali 60 anni fa, DEBBA essere ripensato, ridisegnato e riscritto. La Sovranità del 2019 è un puzzle molto complesso in cui confluiscono diverse Sovranità: militare, politica, monetaria, commerciale, economica, territoriale, energetica, digitale e così via. Ognuno di questi aspetti – che lo si voglia o no – interagisce in modo fortemente dinamico con gli altri aspetti, dando vita ad un bipolo caos/ordine che non ha NIENTE A CHE FARE con la Sovranità di cui si parla abitualmente, in italiano.

Non voglio spegnere entusiasmo alcuno. Per difendere la Sovranità oggi bisogna RIVEDERE I TRATTATI INTERNAZIONALI. Questa banale e semplice affermazione, che purtroppo è una pratica complicatissima, è sostenuta da ogni agglomerato democratico e popolare, da ogni dissenso consapevole e da ogni Individuo pensante che ha letto (anche se distrattamente) tali Trattati, MA SA DI CHE SI TRATTA

La nostra Costituzione attuale vincola la Sovranità e ammette, all’articolo 11, che sia limitata dai Trattati. Il mio forse è un grido di dolore perché gli Onesti, quelli di Buona Volontà e moltissimi aderenti, sostenitori della Sovranità, NON HANNO LETTO I TRATTATI (e neanche la Costituzione). Pensano, sognano, auspicano che si possa uscire dalla Nato in allegria, che si possa stracciare il Trattato di Lisbona e tutti gli altri Trattati capestro fondativi della UE con un referendum, credono che l’uscita dall’Euro e dalla UE non equivalga ad una guerra civile pilotata da Poteri Occulti di diverse nazioni ostili alla libertà dei Popoli.

Io incito allo studio, e sollecito Chiunque ad occuparsi anche del dibattito sulla Governance Globale di Internet, che è a oggi l’unica area dove si può ancora ottenere una regolamentazione scritta ANCHE dalla Società Civile. Però mi confronto da anni con imbarazzanti ignoranze, emozioni da operetta, scontri adolescenziali che fanno comodo solo alle Elites Planetarie. Non so cosa ne pensano Coloro che potrebbero pilotare il Dissenso sulle corsie giuste. Vedo che ci si aggroviglia in un dibattito “locale”, da Condominio che non ci si rende conto che il Piano regolatore lo stanno facendo altrove. Questa battaglia non si vince (solo) nel Parlamento Italiano. Questa battaglia va combattuta in diverse lingue nell’arena contemporanea della politica internazionale.


Glauco Benigni

Glauco Benigni si è laureato in Sociologia con il massimo dei voti e una tesi sulle comunicazioni di massa nel 1976. E' stato giornalista del quotidiano "La Repubblica" dal 1979 al 1994 con mansioni di inviato e International Media Editor. E' membro del Comitato della Stampa Internazionale del "Festival de Television de Montercarlo". Autore di moltissimi libri e saggi sul linguaggio e sull'economia dei media, ha pubblicato tra l'altro: "Do you speak Televisionese" ( Ed. Eurotv -1985) , "Re Media" (Lupetti Editore - 1989) e "Costo contatto" (Ed.Cominform - 1996). E' stato consulente di grandi aziende , tra cui Eutelsat, RAI, Fininvest,Sipra, Sacis. Ha fondato "McLuhan & Co.", la prima casa editrice, in Italia, a pubblicare giornali via fax. E' stato docente di Global Communications presso alcune Universita' private di Roma. Dal 1994 ha lavorato alla Rai dove e' stato Responsabile delle Relazioni con la Stampa Estera e Responsabile della Promozione e Sviluppo di Rai International.

Glauco Benigni

Glauco Benigni si è laureato in Sociologia con il massimo dei voti e una tesi sulle comunicazioni di massa nel 1976. E' stato giornalista del quotidiano "La Repubblica" dal 1979 al 1994 con mansioni di inviato e International Media Editor. E' membro del Comitato della Stampa Internazionale del "Festival de Television de Montercarlo". Autore di moltissimi libri e saggi sul linguaggio e sull'economia dei media, ha pubblicato tra l'altro: "Do you speak Televisionese" ( Ed. Eurotv -1985) , "Re Media" (Lupetti Editore - 1989) e "Costo contatto" (Ed.Cominform - 1996). E' stato consulente di grandi aziende , tra cui Eutelsat, RAI, Fininvest,Sipra, Sacis. Ha fondato "McLuhan & Co.", la prima casa editrice, in Italia, a pubblicare giornali via fax. E' stato docente di Global Communications presso alcune Universita' private di Roma. Dal 1994 ha lavorato alla Rai dove e' stato Responsabile delle Relazioni con la Stampa Estera e Responsabile della Promozione e Sviluppo di Rai International.

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